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Meteo d’ alta quota: le basi

Le previsioni meteo legate a località montane presentano delle difficoltà del tutto nuove rispetto a quelle che un meteorologo può affrontare in una previsione standard . Vediamo quali sono, e come superarle.

Risoluzione

Un tipico modello meteo ha una sua risoluzione: divide la mappa in “quadratini” ciascuno largo diversi chilometri. Mentre in pianura un posto che si trova a 3km di distanza da un altro è molto simile, in montagna in questo spazio ci possono essere una vallata, una cima e un’ altra vallata. Ciascun posto ha caratteristiche climatiche estremamente differenti,quindi un classico modello non può prevedere tutto nel dettaglio.

Variabilità

Il meteo d’ alta quota è estremamente variabile. Più si sale e più forti sono i venti, e il vento è il principale fattore che determina la variabilità del tempo.

Mancanza di stazioni

Nelle zone più remote di montagna mancano spesso le stazioni, quindi mancano i dati di base da elaborare per costruire una previsione efficace.

Soluzioni

I modelli per le previsioni d’ alta quota tengono conto dei vari gradienti. Più si sale in quota e più scende la temperatura ad un tasso non propriamente fisso ma abbastanza stabile. I gradienti possono anche essere orizzontali:specialmente nelle valli strette, i parametri possono cambiare da una zona all’ altra. Tipicamente possiamo quindi stimare le temperature a quote molto maggiori delle stazioni meteo presenti!

Per quanto riguarda le precipitazioni, spesso è il meteorologo a calcolare la quota neve e a stimarne la quantità. In certe situazioni un meteorologo esperto prevede meglio di una macchina, e comunica i dati ai centri che diramano ad esempio le allerte.

Particolarmente difficile è la previsione dei wind share, violente zone di turbolenza causate dallo scontro tra masse d’aria differenti e pericolose per i mezzi volanti. Si possono utilizzare delle regole base:

  • 1) Una bolla termica in salita, circondata da correnti discendenti, crea, ai suoi bordi un wind-share verticale: due masse d’aria scorrono, praticamente a contatto tra loro, con direzioni addirittura opposte
  • 2) Una bolla termica che si stacca dal suolo richiama l’aria circostante. Ecco quindi che due zone poste ai lati opposti della zona possono indicare direzioni del vento opposte: una è investita dalla brezza, o dal vento prevalente, mentre l’altra subisce l’influenza della massa d’aria “attirata” dalla termica che si è staccata poco lontano.
    Si genera dunque un wind-share orizzontale la cui entità dipende dall’intensità dei due fenomeni (brezza e richiamo termico).
  • 3) Verso sera, quando la brezza di valle si inverte, non è detto che il fenomeno avvenga uniformemente: anche in questo caso due punti possono avere direzioni del vento opposte, evidenziando un wind-share orizzontale.
  • 4) Su di un costone montano esposto a Sud, in una giornata con un debole vento da Nord, poco sopra la linea di cresta si incrociano il vento prevalente (da Nord, appunto) e la brezza (da Sud): si forma quindi un wind-share orizzontale che può generare turbolenze apprezzabili.
  • 5) Sappiamo che, sottovento ad un rilievo investito da vento sostenuto, si formano i rotori. Il “confine” tra rotore ed aria (calma) di sottovento, è un wind-share verticale anche molto pericoloso.
  • 6) I venti che si generano in prossimità di un cumulonembo (nube temporalesca) hanno carattere locale e non è dunque raro che si formino zone con differenze anche notevoli nella velocità dell’aria. Questi wind-share sono molto, molto pericolosi
  • 7) Sempre in corso di temporali, si possono formare fortissime correnti di caduta in grado di far perdere diecine o centinaia di metri ai grandi aerei di linea: tali correnti, che possono essere visualizzate come il getto di una canna d’acqua sul pavimento, sono detti microbust.

Climatologia

Il meteo di montagna è più degli altri legato alla climatologia. Lo studio della vegetazione permette di stimare le condizioni climatiche medie e direzione ed intensità dei venti prevalenti, in modo da perfezionare i modelli per le previsioni di breve periodo. Computer sempre più sofisticati ci vengono incontro e ogni anno le previsioni di montagna saranno sempre più precise!